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Waste Management Evoluto: la digitalizzazione a servizio del valore

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Quanto vale davvero il mercato del Waste Management? I recenti studi di Bain & Company hanno messo in evidenza dati su cui riflettere. Nei prossimi dieci anni, il settore può crescere fino a generare un mercato dal valore di 90 miliardi di euro e 16 miliardi di profitti.

In linea con le previsioni dell’Unione Europea, questa crescita può significativamente modificare e migliorare il mercato del lavoro, attirando non solo investimenti ma generando occupazione per due milioni di persone nei prossimi anni.

Per realizzare queste premesse e trasformarle in realtà operativa, l’intero comparto deve puntare ad un efficientamento delle tecnologie esistenti e ad una progressiva digitalizzazione dei processi.

 

Gli attori del Waste Management e le principali sfide tecnologiche

 

Il Waste Management può e deve avere un ruolo di primo piano per fronteggiare le maggiori sfide della società. La crescente sensibilità ambientale da sola non basta per garantire alla società un ambiente protetto e più salubre, l’accesso sostenibile e continuativo alle risorse, un ciclo di produzione e di consumo equo e che al contempo generi valore e benessere.

 

Allo stesso modo, a livello normativo, sia a livello europeo, sia a livello nazionale, la giurisprudenza insegue la visione di un sistema di gestione del rifiuto sempre più controllato e adeguato agli obiettivi fissati dagli accordi internazionali.

 

Una visione che tuttavia può risultare incompleta e, conducendo a risultati parziali, paradossalmente controproducente.

 

Il Waste Management infatti coinvolge una serie di soggetti molto più ampia di quanto si possa pensare. Al centro c’è il cittadino, con le sue esigenze per le quali paga un tributo a fronte di un servizio di raccolta e igiene urbana non sempre reattivo rispetto al territorio servito.

Poi c’è l’azienda di raccolta e gestione del rifiuto. In Italia, di norma, si tratta di aziende di diritto pubblico. Aziende cioè partecipate o di proprietà di enti pubblici, solitamente i Comuni dei territori serviti.

L’azienda di raccolta dunque ha al suo interno la complessità gestionale tipica della burocrazia statale cui si aggiunge la sofisticazione del controllo e dell’erogazione di un servizio che necessita l’integrazione di monti tecnologici e procedurali molto diversi tra loro. 

Occorre coordinare le squadre di raccolta, curare la flotta di veicoli, monitorare gli asset (le attrezzature e i contenitori) sul territorio, disporre di una consuntivazione del servizio, supervisionare i dati, mantenere gli impianti, relazionarsi col pubblico…

Il tutto nel rispetto del quadro normativo ed economico che è in costante evoluzione.

 

Nei confronti del sistema “cittadino-azienda di raccolta-amministrazione” si muove un ecosistema più ampio. Una rete fatta di enti di ricerca e aziende che costantemente forniscono soluzioni in vari domini scientifici e tecnologici. Dalla scoperta di materiali di maggior biodegradabilità allo sviluppo di app per facilitare lo smaltimento. Da software di ottimizzazione all’allestimento di veicoli di raccolta sempre più performanti. I recenti finanziamenti PNRR hanno inoltre gettato un ponte verso un coinvolgimento dell’ecosistema verso una maggiore integrazione con la smart mobility e la valorizzazione del rifiuto per la generazione di combustibili rinnovabili.

Il ruolo dell’ICT nell’evoluzione del Waste Management

 

L’immagine ancora diffusa del settore della gestione dei rifiuti è quella di un comparto ancora molto analogico. Un mercato cioè servito da aziende che, al di là delle dotazioni tecnologiche, sono responsabili della rimozione fisica del rifiuto e del suo spostamento verso una destinazione finale.

Una banalizzazione, certo.

Ma anche un sentimento diffuso, talvolta anche dentro le aziende di raccolta, che porta a criticità.

L’ICT può fare molto per il Waste Management. La trasformazione digitale è molto più della semplice fornitura di strumenti digitali. Spesso infatti, in tante aziende di tutti i settori, si pensa che l’acquisto di un software o un differente allestimento tecnologico bastino da soli a ridurre la complessità. Ad eliminare quel fastidio crescente in cui operano dirigenti, impiegati e tecnici nella loro quotidianità.

La trasformazione digitale è la chiave di volta dell’evoluzione del Waste Management. Il tassello mancante al mosaico di una piena interpretazione digitale dei processi aziendali che l’azienda sovrintende. Il raccordo tra le varie anime operative, facilitato da strumenti che costantemente interpretino i dati, forniscano chiavi di lettura, automatizzino o velocizzino le decisioni, aumentando il livello della qualità.

 

Moltosenso è il tuo partner per l’evoluzione digitale

 

moltosenso è all’avanguardia nel settore della digitalizzazione dei processi nel Waste Management. I professionisti di moltosenso sono stati coinvolti in progetti innovativi internazionali fin dal 2013 per guidare la trasformazione tecnologica del settore dei rifiuti.

In Italia, moltosenso ha realizzato progetti di ottimizzazione in Piemonte, Lazio e Sardegna, collaborando con aziende ed enti di ricerca e individuando nuove metodologie di interpretazione del dato.

 

L’esperienza di moltosenso nell’ambito della gestione dei rifiuti permette alle aziende del settore di gestire in modo più efficiente la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e garantendo l’adempimento alla legislazione nazionale.

 

Le nostre soluzioni includono la progettazione e lo sviluppo di sistemi di business intelligence su misura, che permettono la creazione di dashboard di controllo progettate per i diversi livelli di utenti.

 

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